Nel dicembre 1990 i Punkreas realizzano il demo Isterico, loro disco d'esordio autoprodotto.
A Isterico seguono molteplici esibizioni live e nel 1992 esce l'LP United Rumors of Punkreas, eccellente predecessore del forse miglior album della band, Paranoia e potere.
Paranoia e potere sdogana definitivamente il gruppo, che si pone tra i più noti nel panorama punk italiano. Le sonorità fruscianti e a bassa definizione (date da una registrazione in analogico) rendono l'opera più omogenea ed aggressiva; da quest'album escono canzoni tutt'ora di gran successo, quali Aca toro, La canzone del bosco e Tutti in pista.
Il 1997 è un anno pieno per i Punkreas, il numero dei loro fan cresceva a ogni concerto e così arriva la pubblicazione di Elettrodomestico. Questo album viene prodotto dalla nuova Atomo Dischi, nata lo stesso anno come etichetta dei Punkreas. Questo album contiene dei pezzi diventati molto famosi come "Il mercato del niente".
Nel 2000 il gruppo pubblica Pelle e grazie alla pubblicazione da parte di una etichetta major l'album entra nei principali canali di distribuzione. Dell'album vengono prodotti anche tre video di Sosta, Terzo Mondo e Voglio Armarmi
Il 2002 il batterista (mastino) lascia la band e viene sostituito da Gagno.
Nel 2005 è uscito Quello che sei, prodotto sempre con l'Atomo Dischi etichetta e contenente il DVD " La Grande Truffa Della Marijuana",
L'album inizialmente doveva contenere una dodicesima traccia: Ma che bel mondo è, cover in italiano di What a wonderful world di Louis Armstrong, ma i detentori dei diritti del pezzo originale hanno vietato tale operazione.
Nel Maggio del 2006 esce il primo disco live della band che a come titolo "Punkreas Live". Una raccolta delle migliori performance live della band.
Il 4 aprile 2008, a tre anni da "Quello che sei", i Punkreas sono lieti di presentare l'ultima loro fatica:Futuro Imperfetto, prodotto dalla loro etichetta Canapa Records e distribuito da Venus. Il disco contiene 12 brani inediti e mostra il gruppo in gran forma.
La band è sempre molto attiva anche nel sociale con concerti benefit e partecipazioni a varie manifestazione antiproibizionistiche, anti-sgomberi ecc ecc. Sono anche uno dei pochi gruppi alternativi a vivere di musica in Italia.
Il loro sito è www.punkreas.net

Il maggiore principio attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo (THC), stimola il rilascio di oppioidi endogeni, le cosiddette endorfine, e inibisce gli enzimi che degradano questi oppioidi; i cannabinoidi posseggono inoltre effetti anestetici locali.
Il nostro organismo è sottoposto continuamente a stimoli potenzialmente dolorosi; a controbilanciarli possiede un sistema antidolore attivo tonicamente che però nei soggetti con dolore cronico risulta spesso meno attivo. Il sistema dei recettori cannabinoidi è attivo tonicamente e la sua attività aumenta in risposta a stimoli nocivi. Gli endocannabinoidi modulano la soglia basale del dolore, e la ridotta attività del sistema cannabinoide provoca di converso una maggior risposta agli stimoli dolorosi, la cosiddetta iperalgesia. E’ dimostrato che il cannabinoide endogeno anandamide svolge un ruolo centrale nella soppressione del dolore.
I recettori dei cannabinoidi sono distribuiti nel Sistema Nervoso Centrale(SNC) in numerose aree deputate al controllo del dolore. I cannabinoidi sono inoltre in grado di stimolare altri recettori, situati al di fuori del SNC, che partecipano anche essi al controllo del dolore.
Cannabinoidi: principali siti di azione.
tratta da: I cannabinoidi nel dolore.
Il potere antidolorifico dei cannabinoidi è blando se paragonato a quello degli oppiacei (morfina e simili): 20 mg di THC equivalgono a 120 mg di un oppiaceo "minore" quale la codeina.
Il meccanismo con cui i cannabinoidi producono analgesia è farmacologicamente simile, ma tuttavia indipendente rispetto a quello degli oppiacei.
Cannabinoidi e oppioidi hanna pertanto una azione sinergica: la somministrazione contemporanea provoca un effetto analgesico superiore a quello indotto dalla somministrazione delle singole sostanze. In virtù di ciò il THC risulta in grado di ridurre la dose minima efficace della morfina (-55%), del metadone (-75%) e della codeina (-96%).
Nel luglio 2001 è uscita una rassegna sul British Medical Journal riguardante gli effetti analgesici dei cannabinoidi.
Lo studio, sostanzialmente negativo, è stato ampiamente ripreso dalla stampa. In realtà l’analisi prende in considerazione una casistica disomogenea e del tutto insufficiente per poter formulare considerazioni conclusive.
Le patologie dolorose in cui la Cannabis sembra avere un ruolo degno di essere indagato in maniera approfondita sono varie.
Vi è un potenziale ruolo dei cannabinoidi per il trattamento del dolore neuropatico, area in cui attualmente pochi farmaci sono efficaci, compresa la morfina.
Nella terapia del dolore tumorale oltre l’effetto antalgico vi può essere un effetto positivo sull’appetito, con riduzione della nausea da chemioterapia; benefica l’azione sull’umore.
Un interessante campo di applicazione potrebbe ancora essere quello del dolore muscolo-scheletrico.
La Cannabis potrebbe infine avere un ruolo nel trattamento dell’ emicrania, altra patologia nella quale i farmaci convenzionali risultano scarsamente efficaci o gravati da severi effetti collaterali.
ENERGIA PULITA
La "pianta d’energia", quando cresce, assorbe il CO2 dall’aria e, nel momento in cui viene bruciata, il CO2 si libera creando un sistema bilanciato.
Biomassa é il termine usato per descrivere tutti i materiali di origine biologica. La produzione mondiale di biomassa é stimata in 146 miliardi di tonnellate metriche all’anno, principalmente costituite da vegetazione selvatica. Alcune coltivazioni ed alcuni alberi possono produrre fino a venti tonnellate metriche di biomassa per acro all’anno; certi tipi di alghe ed erbe ne possono produrre anche cinquanta all’anno. Essa possiede una capacità di riscaldamento di 5000-8000BTU (unità energetica inglese equivalente a 225 calorie) ogni 500 grammi, praticamente senza emettere , durante la combustione, cenere o solfuro. Circa il 6% di terreni contigui negli Stati Uniti, coltivati per produrre biomasse, potrebbero supplire all’attuale domanda di petrolio e gas.
La base sulla quale si può ottenere tutto questo, é il concetto emergente di "coltivazione d’energia", in cui gli agricoltori coltivano piantagioni per convertire la biomassa in combustibile.
La pirolisi é una tecnica che consiste nell’applicare un forte calore alla materia organica (materiale ligno-cellulosico), in totale assenza o in parziale presenza d’aria. Attraverso questo procedimento si producono carbonella, liquidi organici condensabili (combustibile pirolitico), gas non condensabili, acido acetico, acetone e metanolo. Il procedimento può essere adattato per favorire la produzione di carbonella, di olio pirolitico, di gas o di metanolo, con il 95% di resa in rapporto al consumo.
La pirolisi é stata adottata fin dagli albori della civiltà. Gli antichi Egizi praticavano la distillazione del legno da cui ricavavano catrami e acido piroligneo impiegati per imbalsamare.
Automobili che vanno a metanolo e la riduzione di emissioni degli impianti alimentati a carbonella, si possono realizzare grazie alla conversione da biomassa a carburante utilizzando la tecnica della pirolisi, preservando allo stesso tempo la famiglia di agricoltori durante il cambiamento in una prospera risorsa di energia pulita.
La pirolisi ha il vantaggio di usare la stessa tecnologia attualmente adottata per processare combustibili fossili grezzi e carbone. Da una parte la conversione di carbone e combustibili é più efficente in termini di rapporto tra resa e quantità di materia impiegata; dall’altra la conversione della biomassa attraverso la pirolisi ha molti vantaggi economici ed ambientali.
Strutture predisposte per la pirolisi potrebbero effettuare tre turni al giorno. Qualcosa come il 68% dell’energia della biomassa grezza sarà contenuta nella carbonella e nei combustibili prodotti in tali strutture; questo tipo di carbonella possiede circa la stessa valenza calorica in BTU quanto quella del carbone, senza emanazione di solfuro.
La carbonella potrebbe essere trasportata utilizzando la ferrovia, in tutti gli impianti generatori di energia della zona urbana. I combustibili potrebbero invece essere trasportati su strada, creando così più posti di lavoro agli americani. Quando gli impianti useranno carbonella invece che carbone, il problema delle pioggie acide inizierà a scomparire.
Una volta che questo sistema d’energia si sia consolidato nel produrre un rifornimento regolare di combustibile per gli impianti di energia elettrica, diventerà più praticabile la costruzione di complessi sistemi di gassificazione per produrre metanolo dai "cubi" di biomassa, oppure la creazione di benzina sintetica dal metanolo attraverso l’aggiunta al gassificatore dell’apparecchiatura per il procedimento Mobil Co.
Agli agricoltori deve essere permesso di coltivare "piante d’energia" capaci di produrre 10 tonnellate per acro in 90-120 giorni.Il raccolto deve essere di natura legnosa e ad alto contenuto di ligno-cellulosa. Deve inoltre poter crescere in qualsiasi zona climatica degli Stati Uniti, senza entrare in competizione con la produzione di derrate alimentari per l’utilizzo dei terreni più fertili, ma essere quindi alternato a rotazione ad altri raccolti oppure coltivato in aree marginali non proficue per i prodotti alimentari.
Quando gli agricoltori potranno trarre profitto dal coltivare energia, non ci vorrà molto per raggiungere un 6% di terreni continentali americani convertiti in coltivazioni di bio-combustibile, percentuale che sarebbe sufficiente a rimpiazzare la dipendenza della nostra economia dai combustibili fossili.
Non aumenteremo il livello di CO2 nell’atmosfera e, diminuiranno i cambiamenti climatici avversi e la minaccia del riscaldamento globale dovuto all’effetto serra.
Per mantenere bassi i costi, i reattori della pirolisi devono essere collocati entro un raggio di 75km. circa dalle coltivazioni. Tale necessità riporterebbe la vita nelle piccole città in seguito alla creazione di posti di lavoro nella zona.
La canapa é il produttore numero uno di biomassa sulla terra: 10 tonnellate per acro in circa 4 mesi. E’ una pianta legnosa che contiene il 77% di cellulosa. Il legno produce invece un 60% di cellulosa. Questa pianta d’energia può essere raccolta con attrezzature già disponibili. Se ne possono fare dei cubi modificando le macchine per la "cubatura" del fieno. Tale metodo comprime il volume, così da ridurre i costi di trasporto dal campo all’impianto di pirolisi; inoltre i cubi di biomassa sarebbero pronti per la conversione senza ulteriori trattamenti.
La resistenza alla siccità fa della della canapa la pianta ideale per le secche zone occidentali del paese. Essa é l’unica risorsa di biomassa in grado di rendere l’America indipendente dal punto di vista energetico ed il nostro governo nel 1938 l’ha resa illegale.
Faremo guerra agli arabi per mantenere il privilegio di guidare le nostre auto?
Smantelleremo le nostre terre per cercare carbone ed avvelenare la nostra aria al fine di utilizzare le nostre auto per altri 100 anni? Raderemo al suolo le nostre foreste per il nostro fabbisogno di energia? Durante la Seconda Guerra Mondiale i Giapponesi ci bloccarono gli approvvigionamenti di canapa; il governo federale rispose allora all’emergenza sospendendo la proibizione della marijuana. Gli agricoltori americani patrioti furono incoraggiati a richiedere una licenza per coltivare la canapa ed essi reagirono entusiasticamente, centinaia di migliaia di acri vennero coltivati a canapa.
La questione contro la produzione di canapa non è sostenuta da investigazioni minuziose, il tipo coltivato per creare biomassa produce marijuana di qualità molto scarsa. I 20-40 milioni di americani che fumano marijuana sarebbero molto riluttanti a fumare canapa per biomassa che, come marijuana, non ha evidentemente nessun valore.
E’ ora che il governo risponda nuovamente alla nostra emergenza economica, come fece nella Seconda Guerra Mondiale, per permettere agli agricoltori di coltivare canapa americana, così che questo vigoroso paese possa divenire ancora indipendente dal punto di vista energetico e libero dallo smog.
Da: Una risorsa di nome Canapa, di Cesare Pasini, estratti da "Energy Farming in America" di Lynn Osburn.